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San Vito alla Rivera

Tra la Fontana delle 99 Cannelle e l’ex Mattatoio (attuale sede del MuNDA: Museo Nazionale d’Abruzzo), sorge la piccola chiesa di S. Vito, uno dei molteplici edifici religiosi aquilani eretti durante la fondazione della città. Furono gli abitanti di una frazione di Tornimparte a volerne la realizzazione nella parte più bassa della città a ridosso di Porta Rivera. Il terremoto del 1703 ha cancellato ogni traccia del convento e dell’ospedale adiacenti la chiesa, mentre gli interventi urbanistici compiuti tra il XVI e il XVIII secolo hanno risparmiato solo l’assetto spaziale e la facciata romanica del Quattrocento. Quest’ultima, in pietra bianca locale, è caratterizzata da un oculo in asse con il portale e da due meridiane. Il portale, invece, è abbellito da una lunetta con un dipinto raffigurante S. Maria della Sanità e da un architrave con al centro l’Agnus Dei.

Avanzamento

100%

Proprietà

Arcidiocesi di L’Aquila

Fonte e importo del finanziamento

CIPE 43/2012 – €450.000,00
CIPE 135/2012 – €400.000,00

Livello di danno

medio

Stato di attuazione

Concluso

Inaugurazione

16 giugno 2017

Descrizione del Danno

I principali danni riportati dopo il sisma del 2009, sono emblematicamente riassunti nel rovinoso crollo della parte sommitale della facciata, che aveva spezzato a metà le due meridiane.

Descrizione dell’intervento

La prima fase di consolidamento e restauro ha interessato la parte strutturale e l’esterno dell’edificio. Per il ripristino della facciata sono stati per lo più riutilizzati gli stessi elementi recuperati dal crollo. Il secondo lotto, invece, ha interessato il consolidamento strutturale della restante porzione dell’edificio e il completamento dell’intervento sull’intero complesso, con la realizzazione di tutte le opere di finitura e impiantistiche.
Tra le particolarità dell’intervento di restauro è da segnalare la riapertura di una delle finestre della chiesa (la prima a destra dell’aula) che nel corso dei secoli era stata arbitrariamente tamponata, ripristinando così l’originaria simmetria delle aperture. Sono stati poi realizzati un nuovo rivestimento pavimentale con impianto di riscaldamento radiante e un percorso dedicato ai disabili motori. L’eliminazione del locale centrale termica, sul retro della chiesa, ha consentito – tra l’altro – di riaprire un’ulteriore finestra occlusa nella canonica; infine, il parziale abbassamento ed arretramento del muro di separazione tra gli spazi di pertinenza della chiesa e quelli dell’adiacente Museo Nazionale d’Abruzzo, ha dato maggior respiro all’ingresso del museo e ha riportato in primo piano il fianco dell’edificio sacro.
L’intervento di restauro degli apparati decorativi si è invece concentrato sul restauro del portale lapideo e della lunetta dipinta, che versavano in condizioni di evidente degrado. All’interno della lunetta, l’intervento dei restauratori ha consentito di consolidare il supporto materico incoerente e lacunoso, restituendo la leggibilità del palinsesto pittorico, mentre l’intervento sulla pietra del portale ha permesso di rimuovere i depositi di sporco accumulatisi e di consolidare e reintegrare le parti danneggiate. Un mirato intervento di patinatura finale ha riportato in primo piano, rispetto al resto della facciata, il portale lapideo, sottolineandone l’importanza e la monumentalità rispetto all’insieme.

Stazione appaltante

Segretariato Regionale MiC per l’Abruzzo

RUP

Arch. Claudio Ciofani

Direzione dei lavori

Arch. Marina Cesira D’Innocenzo

Impresa esecutrice

I Lotto > DROMOS RESTAURI s.r.l., acquisita nel corso dei lavori dalla LER s.r.l. / II Lotto > ARTEMIS Beni Culturali s.n.c.

Gara

Contratto d’Appalto

Data inizio lavori e fine lavori

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